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Curinga, il Platano Millenario in gara per “l’albero europeo del 2021”

Ornamento dei boschi, delle montagne, dei parchi, delle piazze, gli alberi simboleggiano la forza: con le loro radici rimangono ancorati al terreno resistendo al potere dissolutore del tempo e appaiono a noi umani, immortali. Spesso sopravvivono per moltissimi anni se risparmiati dall’uomo.
Se pensiamo al mito dell’albero del balsamo, esso è simbolo di altruismo, perché, quando viene inciso, dona la sua linfa vitale agli uomini, accettando di offrirsi gratuitamente agli altri.
L’albero produce ossigeno: attraverso la fotosintesi trasforma l’acqua e l’anidride carbonica in ossigeno, grazie all’energia emessa dai raggi del sole.

 


Tra gli alberi millenari della nostra regione, il platano di Curinga è uno tra i più importanti, ha una storia antichissima; si erge maestoso nel bosco di Curinga (CZ) e si pensa sia stato piantato dai monaci basiliani che arrivarono in Calabria più di mille anni fa, i quali costruirono l’eremo di Sant’Elia, dove oggi è possibile ammirarne i resti.
Per i latini il platano era un luogo di incontri amorosi, intellettuali, conviviali, poiché la sua ombra era un posto piacevole dove trascorrere del tempo, la quale, insieme a una fonte, costituiva il tipico locus amoenus.
Questo maestoso albero è un Platano Orientale, alto 31,5 m e ha una circonferenza di 14,75 m; la particolarità è il tronco completamente cavo e per le sue grandi dimensioni, è il platano più grande e vecchio d’Italia. È tra i finalisti del concorso “L’albero europeo dell’anno 2021”, pertanto è possibile votare il platano millenario di Curinga al sito https://www.treeoftheyear.org/fino al 28 febbraio!
Per ammirare la sua bellezza, basterà seguire il sentiero nel bosco e ci si ritroverà davanti la maestosità di quest’albero millenario e la quiete della natura circostante.


Con la speranza che iniziative come questa possano farci apprezzare il patrimonio ambientale della nostra terra, ricordiamoci di salvaguardare l’ambiente per il nostro presente e per il futuro delle nuove generazioni.

 

Elisa Morani

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