Mileto Antica: la storia da riscrivere

Mileto Antica: la storia da riscrivere

20 Giugno 2022 1 Di kairosmag

Dal 17 al 19 Giugno si sono svolte le Giornate Europee dell’Archeologia 2022, che hanno previsto anche aperture straordinarie di siti normalmente di difficile accesso, come il Parco Archeologico di Mileto. Questa realtà è l’unica dell’intera regione Calabria a essere incentrata sul periodo medievale e vanta una lunga storia, che inizia nell’Età del Bronzo e, seppur senza continuità, prosegue fino all’epoca bizantina, normanna, per giungere alla distruzione nel 1783. In questo anno, infatti, vi fu “Il Grande Flagello”, il celebre terremoto che rase al suolo enormi zone, cambiando l’assetto geografico del territorio.

Domenica 19 i volontari dell’Associazione Culturale Mnemosyne si sono occupati di rendere accessibile il sito ed organizzare visite guidate e workshop sulla ceramica antica, a cura di alcuni archeologi. Hanno accolto il pubblico presente, tra cui un nutrito gruppo di palmesi, guidato da Domenico Surace, e hanno raccontato le loro conoscenze sul luogo in modo semplice, ma efficace a smuovere la curiosità verso la storia del proprio territorio: è infatti questo l’obiettivo principale delle autorità locali, presenti durante la giornata.

L’area è stata occupata da vari edifici nel corso della storia: un monastero e una chiesa seicentesca di cui resta ancora la “Scarpa della Badia”, due contrafforti eretti a sostenere le antiche mura dell’abbazia (oggi ne resta solo uno), ma anche sepolture e un oleificio. Viene ricordata però in particolare proprio per l’Abbazia della Santissima Trinità, di cui oggi abbiamo parte delle mura perimetrali e i resti del colonnato antico: questo, frutto di spoliazione di alcuni palazzi pubblici romani, tra cui il Tempio di Proserpina di Vibo Valentia, sosteneva la badia normanna nei suoi 78 metri.

A rendere ancor più celebre Mileto è la figura di Ruggero d’Altavilla “Il Gran Conte” che giunse, inviato dal fratello Roberto il Guiscardo, in Calabria e decise di stabilirsi proprio nell’antica città, rendendola quasi un capitale del proto-regno che si andava formando: addirittura la zona ebbe un proprio conio. A seguito del terremoto del 1783, il più distruttivo di una serie di sismi documentati in antichità, il sarcofago marmoreo di Ruggero, anche questo riutilizzato dall’epoca romana, fu portato nell’odierno Museo Archeologico Nazionale di Napoli affinché ricevesse la giusta cura. 

Numerosi sono però i reperti ritrovati, distribuiti tra vari musei, tra cui quello di Mileto “nuova”. Dopo “Il Grande Flagello”, infatti, l’abitato venne spostato dove sorge oggi la città, in una zona più adatta alle nuove necessità, rispetto ai bisogni medievali: l’insediamento antico era stato costruito seguendo i canoni classici bizantini, ovvero scegliendo un’area in posizione elevata e protetta sui lati da due torrenti, così da poter avere un migliore controllo della vallata.

Il Sindaco di Mileto, Salvatore Fortunato Giordano, e l’Architetto del progetto del Parco, Vincenzo Carone, hanno risposto alle domande che il Gruppo Culturale Kairòs_Mag ha voluto rivolgergli, rivelando la necessità di promuovere il nostro territorio e l’enorme ricchezza culturale che custodisce. Sono in corso, infatti, alcuni progetti riguardanti la valorizzazione dell’Abbazia della Santissima Trinità e la creazione di un vero e proprio “Percorso Normanno” che guiderebbe i turisti e, soprattutto, i cittadini alla scoperta dei comuni e dei siti archeologici di questa importante fase della storia della Calabria.

 

Con l’augurio che ciò possa realizzarsi al più presto, invitiamo tutti a scoprire le sorprendenti bellezze archeologiche della nostra regione, così da poterla “riscrivere” e rendere nuovamente viva.

Valentina Nastasi

Foto di Emilio Nicola Nastasi