La murarella

Storia ed etimologia dei cognomi palmesi

Storia del cognome in Italia

L’imperatore Marco Aurelio, di ritorno da un viaggio in Egitto, nel 176 d.C., scopre l’anagrafe già in uso da molto tempo e la introduce nell’Impero Romano. La legge emanata diceva: “ogni cittadino ha l’obbligo di registrare, entro trenta giorni dalla nascita, i propri figli, in modo che ogni cittadino potrà dare prova documentaria della propria origine territoriale, parentale e temporale”.

L’onomastica latina prevedeva che i nomi maschili tipici contenessero tre nomi propri (tria nomina) praenomen (il nome proprio come intendiamo oggi), nomen (equivalente al nostro cognome che individuava la gens, il cosiddetto “gentilizio”), il cognomen (una sorta di soprannome spesso legato al mestiere, alla provenienza o altro). Talvolta si aggiungeva un “secondo cognomen”, chiamato agnomen.

Esempio: Caio Giulio Cesare e Lucio Cornelio Silla. Gaio e Lucio sono il praenomen, Giulio e Cornelio il nomen, Cesare e Silla il cognomen.

Successivamente per ragioni storiche, militari e amministrative si aggiungeva l’agnomen. Le donne solitamente non usavano il praenomen proprio, ma quello del marito o del padre.

 Con la caduta dell’Impero Romano nel 476 d.C., scomparve l’uso di distinguere le persone per il cognome, e solo intorno all’anno mille fu reintrodotto come privilegio della nobiltà.

In seguito si diffuse anche presso il popolo grazie alla crescita demografica europea tra il sec. XI° e il sec. XII°. Per distinguere gli individui in considerazione delle difficili condizioni di vita dell’età medioevale, molte persone fuggivano dallo status di servo rurale a causa delle imposizioni del feudatario di turno il quale, dopo un anno solare, perdeva il diritto di riportare il “fuggitivo” nel feudo di provenienza.

Quest’ultimo poteva registrarsi nelle corporazioni lavorative di una città fornendo il proprio nome, il luogo di nascita, il lavoro che sapeva svolgere (come fabbro, contadino, manovale etc.), e tramite questi dati aveva origine un nuovo cognome, per esempio: un individuo di nome Giorgio esercitante il mestiere di fabbro, poteva essere soprannominato “Giorgio il Ferraro”,  i suoi figli, a loro volta, avrebbero ereditato dal padre il soprannome e lo avrebbero trasmesso ai propri discendenti, dando vita alla famiglia dei “Ferraro”.

Dopo il Concilio di Trento nel 1564, ai parroci viene imposto l’obbligo di registrare in appositi libri ogni battezzato con il proprio nome e cognome includendo i matrimoni e le morti. I registri erano sottoposti a verifica dai vescovi o loro delegati. Con l’avvento di Napoleone nel 1803, la chiesa perse l’esclusiva di questi registri perché i francesi obbligarono i comuni ad avere un Ufficio Anagrafe.

Nel corso dei secoli un cognome subisce varie trasformazioni e di conseguenza la forma attuale può essere anche notevolmente diversa da quella primitiva. Le cause sono da ricercare negli errori di trascrizione infatti nella stessa famiglia vi erano membri con una o più lettere del cognome diversi essi influiranno sui futuri studi genealogici dei ricercatori.

“Il cognome o nome di famiglia, ha la funzione di distinguere un individuo indicando la sua appartenenza a una delle articolazioni minori (famiglia, gruppo familiare, clan, ecc.) della collettività. Rispetto a questa funzione, il nome (nome individuale o personale o prenome: antroponimo) ha la funzione di identificare un individuo rispetto agli altri. In una prospettiva linguistica nomi e cognomi formano l’antroponimia, parte dell’onomastica, vale a dire la scienza che studia l’origine dei nomi propri.” (Da Enciclopedia Treccani)

Come detto esistono anche cognomi composti da più parole, come due cognomi palmesi: Fraccalvieri/ Fràtel Calvario (era un nome medioevale) o Frate calvo, oppure Buccafusca che dovrebbe derivare da Bocca Affuscata soprannome, oppure il nome medioevale di Pascoperilongo equivaleva essere Pasquale figlio di Pietro Longo.


Cognomi di Palmi

Eccoci arrivati all’argomento più importante: vi siete mai chiesti da dove derivino o cosa significano i vostri cognomi? Si può scoprire, per esempio, il mestiere o la provenienza degli avi, indicando anche patronimici e caratteristiche fisiche e caratteriali.

I cognomi sono una miniera di informazioni dai quali si possono, alle volte, rilevare tracce utili per risalire alle origini del capostipite.

Per questo motivo molti anni fa, ho iniziato ad appassionarmi allo studio del significato dei cognomi, soffermandomi in particolar modo su quelli maggiormente diffusi nella mia città.

Ho stilato un elenco di cognomi cercandone il significato. Per alcuni ci sono più spiegazioni ma sempre contenute e circoscritte.

Quali sono i cognomi più diffusi a Palmi? In ordine di importanza ci sono: Saffioti, Surace, Scarcella, Barbaro, Militano, Gagliostro, Melara, Barone, Ferraro, Militano. Seguono: Albanese, Arena, Calabrò, Cosentino, Foti, Genovese, Greco, Messina, Morabito, Napoli, Parisi, Pugliese, Romeo, Tripodi. I cognomi su cui è stata posta l’attenzione sono 467.

Francesco Saletta


BIBLIOGRAFIA

  • Nella regione dello Stretto sotto l’Impero romano le radici della lingua italiana. Pensabene Giuseppe, Reggio Calabria: AZ, stampa 2003
  • Dallo stretto alla Scozia venti secoli fa. Pensabene Giuseppe – Reggio Calabria: AZ, 2007
  • Cognomi e toponimi in Calabria. Pensabene Giuseppe – Roma: Gangemi, stampa 1987
  • Dizionario dei cognomi italiani. Emidio De Felice, Milano, Mondadori, 1978, 
  • Dizionario etimologico-semantico dei cognomi italiani. Mario Alinei, Francesco Benozzo, (DESCI), Varazze, PM edizioni, 2017.
  • Dizionario etimologico del dialetto calabrese. G.B. Marzano, Laureana di Borrello, tipografia Il Progresso. 1928
  • Antroponimo, in Grande Dizionario di Italiano, Garzanti Linguistica
  • Calabria bizantina. Atti del terzo incontro di studi Bizantini. Autori vari, ed Parallelo 38
  • I cognomi degli italiani. ANCI Associazione Nazionale Comuni Italiani, anno 2003
  • Vocabolario della lingua italiana Zingarelli N. Il nuovo Zingarelli, X edizione, Bologna,1987
  • UTET dizionario storico etimologico
  • Treccani, Enciclopedia dell’Italiano (2011)
  • Thesaurus dei cognomi delle famiglie reggine. Armando Dito, Libreria Ambrosiano 1976 Reggio Calabria
  • Note di antroponimia veneziana medievale , Lorenzo Tomasin, Roma : Salerno Ed., 2000
  • Studi sull’antroponimia genovese medievale / Giulia Petracco Sicardi – Studi genuensi / Istituto internazionale di studi liguri, Sezione di Genova , Nuova serie 2(1984) Genova
  • L’ Italia dei cognomi. L’antroponimia italiana nel quadro mediterraneo. Di: Addobbati, R. Bizzocchi, G. Salinero, Pisa University , Pisa 2012
  • Titolo: Dizionario ragionato dei cognomi italiani, Francipane Michele -2005 BUR ,Milano
  • Vocabolario Greco-calabro italiano della Bovesia, Ferdinando D’Andrea – Iiriti Editore 2003
  • Archivio di Stato di Reggio Calabria, atti civili (nascita, matrimoni, morte)
  • Migliorini, Bruno (1968), Dal nome proprio al nome comune, Firenze, Olschki (rist. anast. dell’ediz. 1927 con un suppl.).

WEBGRAFIA

PS. Il lavoro non ha nessuna pretesa scientifica, questa ricerca vuole semplicemente essere un contributo alla memoria della storia di Palmi e questo interesse spero si allarghi anche ad altri amici.

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