La guardiola

“Nell’universo di un numero primo” di Green Eyed Vincent

Siamo numeri sparsi tra le vie di una città. Numeri con una dimensione interiore rappresentata da un universo, meraviglioso e complesso, contrassegnato da una regione oscura che non è mostrata a tutti. In questo nucleo interiore si cela la personalità di ogni numero, definita da una matassa ingarbugliata di fili con colori diversi: sentimenti, emozioni, legami, qualità, capacità ma anche limiti. […]

“Io non poeta

Solo eterno praticante

Perché nell’abisso del cuore

Tremo di emozione

Quando nell’immensità astrale

Scopro una luce incandescente. 

Io di poesia non so niente

In vita mia, una non l’ho mai scritta. 

E se le chiamo così, perdonatemi:

Chiedo scusa per la mia ignoranza. 

Sono spartiti suonati dall’anima

Miei assoli di numeri e parole

Reazioni chimiche dell’emotività

Spiragli armoniosi di profumi. 

Sono quel che scrivo

Che genero quando mi va

Quando l’ispirazione mi accende […] 

(Io non poeta – Green Eyed Vincent) 

 

Passeggiando tra le meravigliose terre calabresi, oltre che in paesaggi emozionanti, gente accogliente, passionale nei confronti della vita, succede di incontrare delle anime sensibili che ti fanno ancora credere che esista un po’ di bontà negli uomini. 

“Nell’universo di un numero primo” è la prima raccolta di poesie di Vincenzo Scordo (in arte Green Eyed Vincent), pubblicata da Edizioni Effetto, illustrata da Luca Corda. 

Ho apprezzato moltissimo questa raccolta di poesie molto particolare. Oltre i profondi versi, la mia ammirazione va alla grafica, alle illustrazioni originali e anche all’impaginazione ammirabile e distinta. Il libro è suddiviso in cinque sezioni: Seguendo la mia stella, Scatti da una nuvola bianca, Quark d’amore, Disinstallazione di un volto, Al funerale del mio paese, oltre la Nota ai testi e in chiusura una sensazionale composizione, Le vie dell’infanzia, scritta e musicata dall’autore stesso. Ogni sezione tratta un tema diverso caro al nostro poeta sul quale punta la propria lente di ingrandimento. Ed è proprio la musica che ha una presenza costante; in apertura di molte poesie troviamo dei versi di grandi cantautori che ci accolgono. Oltre alla musica ruolo importante ha la letteratura, spesso troviamo come introduzione ai versi delle citazioni di scrittori noti che ci danno un’idea riguardo ciò che stiamo per leggere, infatti grazie a Vincenzo mi è venuta una forte curiosità di leggere qualcosa di Cesare Pavese.

“Nell’universo di un numero primo” racchiude dunque l’animo sensibile di un giovane poeta calabrese che si è trasferito a Torino, nel cui cuore è sempre forte la presenza della  terra natia. Dai suoi versi, oltre a tanta sensibilità e amore, trasuda un urlo di rabbia e protesta verso una società che negli anni ha distrutto la realtà di molti piccoli centri calabresi, tra cui la sua Bagnara (RC). È proprio del suo paese che leggiamo a fine raccolta un necrologio che ne descrive la triste morte. Una cittadina ormai abbandonata, come purtroppo gran parte della nostra amata Calabria.

Nelle poesie di Vincenzo abbiamo un incrocio tra passato e futuro di uomini e città e diverse realtà comunitarie. Anche un oggetto inanimato come un semplice muro nei suoi versi prende vita. La scrittura è molto sentimentale, ma non smielata. Salta molto all’occhio anche il minuzioso e profondo lavoro di ricerca compiuto dall’autore per ogni piccolo dettaglio, niente è lasciato alla superficialità e al caso.

 

Jessica Malagreca

Fb: Jessica Malagreca – In: Books_in_wonderland88

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