Le città invisibili

“La bambina che sei stata” – Una nuova poesia di Green Eyed Vincent

In questi tempi fatti di parole aspre, è confortante ricevere una poesia in dono. Il giovane scrittore bagnarese Green Eyed Vincent, nome d’arte di Vincenzo Scordo (già autore di “Nell’universo di un numero primo”https://www.kairosmag.it/?p=1653),  ha pensato a Kairòs come mezzo di condivisione per i suoi nuovi versi. “La bambina che sei stata” racconta di un’ingenuità dimenticata, di stupore perduto e relegato nel passato. Ma  l’infanzia della protagonista, e chissà, anche quella di molti esseri umani, potrebbe essere ritrovata. Basterebbe guardare indietro alla purezza di ciò che eravamo ieri: bambini capaci di provare sentimenti di dolcezza. Capaci di sognare. E di abbracciare.

Deborah Serratore


LA BAMBINA CHE SEI STATA

 

Dov’è finita 

la bambina che fosti? 

L’hai dimenticata? 

O lei non ti riconosce più? 

Non riconosce la tua statura, 

il tuo sguardo, il tuo sorriso e giù dal viso, 

quella lacrima 

che ogni tanto spolvera il tempo

le venature di quel ricordo,

un abbraccio così stretto 

come il nodo di una scarpa

che correva,

sulla via di un mare, profondo 

ingenuo, il volo dell’aquilone

che assaporava il cielo

e atterrava come un fiocco di neve,

bianco, puro, 

il tuo dolce sguardo,

la vita che non conoscevi

il gioco, 

ed ora, il nastro del traguardo,

un passo più in là:

“essere diventata una donna”.

Ma se ti volti indietro

vedi le linee dei tuoi anni,

i numeri decrescenti

sulle orme delle tue scarpe

e i nodi, ancora stretti

sulla tua pelle -gli abbracci

i nei, i momenti dolci-

e poi, due occhi vivi, uguali

perduti nel sogno,

nelle pupille, un segno:

il tuo cuore ora comprende

dov’è che vive, in silenzio,

la bambina che sei stata.

 

Green Eyed Vincent

 


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