La murarella

I “puddhi” e le altre fontane di Palmi: una Storia che scorre

Le antiche fontane di Palmi offrono sempre delle sorprese nel loro antico fusto di ferro battuto: in alcune è ancora collocato l’antico stemma cittadino o i “graffiti” dei ragazzi di allora oggi anziani, oppure i pali della luce trasformati in fontane.

Anche i marmi delle antiche vasche di raccolta dell’acqua raccontano storie. La consuetudine di portarsi alle fontane, punti di ristoro e pulizia dei panni, costituiva una delle poche occasioni di vedere la propria bella. 

Galeotta, in tal senso, era la fontana di San Leonardo o “funtana dill’Americanu”.Gli anziani del luogo mi raccontavano che questa fontana, sita di fronte all’omonima vecchia chiesa (oggi abbattuta), fu luogo di incontro tra un americano e una bellissima ragazza. Egli se ne innamorò e la portò con sé negli Stati Uniti.

 “Fonti” di storia, le fontane di Palmi. Quelle della contrada ”Acqualivi” furono ad esempio zona di scontro tra Cittadeddhoti e pirati turchi. Celebri poi, le antiche vasche dei “Canali” nelle quali le donne lavavano i panni. Esse –ormai demolite- si situavano dentro l’ex magazzino della Pro-Loco in piazza Losardo. 

Oltre a quelle già elencate, una fontana in particolare mi ha raccontato la sua Storia, grazie ai suoi marmi: “a Funtana dhi Puddhi”.
Ero ragazzo, negli anni ’70, quando in compagnia di mio padre andavamo, come sempre ogni domenica, a raccogliere frutti, erbe, etc. Parcheggiata l’auto, una Seicento bianca, sulla S.S.18, prendemmo un viottolo di campagna a metà strada dal bivio per Sant’Elia, arrivammo dopo pochi metri in località “Polle” non molto distante dalla Contrada Vitica. Egli mi fece notare una vasca di marmo rettangolare un tempo bianca, non molto profonda, in un primo momento non feci caso a essa, ma al ritorno la mia attenzione s’impuntò su una scritta lapidea, con caratteri piccoli neri, impolverati ma chiarissimi, rimasta nei miei ricordi incancellabile.


La vasca era ormai asciutta e impolverata, per fortuna qualcuno mosso a pietà, l’aveva ripulita togliendogli piante di spine ed erbe varie, ed aveva ancora, nella parete in marmo ovale due beccucci curvi grigi dei tre superstiti, da dove un giorno lontano doveva fuoriuscire dell’acqua fresca e fredda, come è nei ricordi degli anziani. Fino ad oltre il 1892, doveva essere ancora in funzione: infatti, la scritta era stata apposta proprio quell’anno.
La fontana, sottostante l’attuale statale 18, non era adibita a ristoro per animali, poiché aveva un ripiano, doveva quindi servire per ristorare chi percorreva l’antico tracciato della Via Regia delle Calabrie, strada iniziata nel 1774 e in gran parte realizzata sotto Ferdinando IV di Borbone e condotta a termine durante l’occupazione francese (1806 -1815).
La scritta recitava così:  “In questa fontana, proveniente da Bagnara, il 22 agosto 1860 sostò e si dissetò Giuseppe Garibaldi attendendo ivi il sindaco di Palmi e la delegazione cittadina per scortarlo e per tributare gli onori dovuti” la città di Palmi, 1892.
Andarono incontro al Generale, il Barone Don Filippo Oliva, sindaco della città e una delegazione del consiglio comunale, dopo i saluti si avviarono passando dalla contrada Vitica.
L’Eroe dei due mondi, dopo il famoso discorso dal balcone di casa Piria il 22/8/1860 (La stessa casa da dove nel 1799 il cardinale Ruffo lanciò il proclama per le Bande di Santa Fede), inviò il seguente messaggio dalla Torre di San Francesco dov’era posto il telegrafo: -“Le truppe nemiche si sbandano, la nostra marcia è un trionfo…”
Assieme a Garibaldi vi erano: la giornalista inglese Jesse White Mario e il marito di lei Alberto Mario (il quale, data la somiglianza, venne scambiato per Garibaldi perché lo stava precedendo in carrozza). Ad Alberto Mario, originario del Polesine, ed alla moglie, furono dedicate alcune vie nei paesi del Delta del Po.
Garibaldi restò a Palmi fino al 26 agosto, quindi s’imbarcò alla Marinella, scendendo dalla stradina a sinistra della statua della Madonna posta davanti alla Chiesa del Carmine.
Gli abitanti della contrada Vitica ricordano “a funtana dhi puddhi”,  le Polle, posta in un luogo da cui fuoriusciva dell’acqua fredda e leggera, così dicevano i nonni ai figli e ai nipoti, e così raccontavano a me, i nonni viventi della contrada. 

Da molto tempo, purtroppo, nessuno è più passato dal luogo sopradetto. Fatto un sopralluogo con alcuni abitanti della contrada vicina, non si è trovata la vasca, perché a causa dell’allargamento della strada statale negli anni ’80 e soprattuttoper uno sbancamento del prato sottostante davanti la vasca, essa è stata sommersa dai detriti e non è, attualmente, più visibile.

Era questa l’unica fontana sulla strada regia borbonica prima di arrivare a Palmi da S.Elia e, in questa, il cicloturista Luigi Vittorio Bertarelli nel 1897 si ristorò venendo sempre da Bagnara.

Con un ulteriore sopralluogo più approfondito, potrebbe essere ritrovata e continuare a raccontare ai giovani questo antico luogo di ristoro per viandanti, soldati e turisti.

*Il disegno e le foto delle fontane sono pubblicati nel gruppo Facebook “Foto, cartoline e ricordi di Palmi”


Elenco parziale delle fontane pubbliche (in servizio o rimosse) che servivano il territorio:

  • Via e Piazzale Vittorio Veneto, n. 3 – attualmente una è in funzione all’incrocio di via Crispi, un’altra era all’incrocio in via Gramsci e altre due nel Piazzale Vittorio Veneto;
  • Via Trento e Trieste n. 2 – funzionanti;
  • Via Cittadella, n.3 – una funzionante, una scomparsa, un’altra costruita da privati e attualmente coperta da una rete;
  • Via San’Elia e piazza Losardo, le storiche fontane dei Canali ed una non funzionante;
  • Piazza del Soccorso , una non funzionante;
    Via Cesare Battisti, vi era una fontana fino al 1980, rimossa;
  • Piazza Martiri d’Ungheria, una funzionante;
  • Piazza ex macello 1 rimossa, 1 funzionante;
  • Contrada Vitica 2 funzionanti;
  • Piazza Matteotti, 2 funzionanti;
  • Villa comunale una fontana funzionante lato via Roma, prima ve ne erano altre due(una all’ingresso di via Toselli ed un’altra al belvedere lato Chiesa del Carmine;
  • San’Elia: una al belvedere e una in Contrada Scrisi;
  • Taureana in piazza, una funzionante;
  • Traviano-Cubola una funzionante;
  • Pietrenere-Fallacca due non funzionanti;
  • Pietrenere –Fortino una rimossa;
  • Tonnara-Scogliazzo fino agli anni ’70, una rimossa;
  • Tonnara-Ulivarella nell’antica rotonda, rimossa;
  • Tonnara-Pietrenere, una rimossa;
  • Contrada Acqualive, una Torre San Francesco (belvedere) una rimossa, Marinella una funzionante;
  • Stazione due rimosse, una scomparsa;
  • Via Rimembranze incrocio via Manfroce, “a funtana dhu Turriuni” rimossa negli anni ’70;
  • Rione Pille n.2 ;
  • Piazzale Trodio, n.1,rimossa e una dentro la stazione delle Ferrovie Calabro Lucane non funzionante;
  • San Leonardo 1 rimossa da pochi anni ( ‘A funtana ill’Americanu);
  • Piazzale GiSa accanto statua San Francesco, funzionante;
  • Rione Impiombato, una rimossa;
  • San Francesco, accanto alla chiesa una rimossa.

Fontane pubbliche monumentali:

  • Piazza Amendola fontana monumentale, funzionante;
  • Fontana muta Piazza Fiorino, funzionante;
  • Piazza Matteotti fontana dove al centro è posta la colonna greca, non funzionante;
  • Fontana dentro la Villa Comunale, funzionante.

Francesco Saletta

 

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